lunedì 22 novembre 2010

Dos cañitas...

Si continua...

Una volta che il malto è pronto, si porta in sala cottura dove sarà macinato e impastato con acqua e lasciato riposare per 2-3 ore. Durante questa fase chiamata ammostamento si forma una soluzione indispensabile per lo sviluppo dei lieviti.
L'ammostamento puo essere per infusione (la miscella non bolle) e per decozione (la miscela bolle).
Una volta che la trasformazione dell'amido en maltosio e completata, la miscela viene portata nel tino di filtrazione a doppio fondo per separare il mosto dalle scorze.
Nota: le scorze si chiamano trebbie.
Il mosto viene messo nella caldaia di cottura dove si aggiunge il luppolo. Si lascia bollire per un ora.

Ora è pronto per la fermentazione alcolica.
La prima fermentazione è tumultuosa e dura circa una settimana a 10°C per le birre a bassa fermentazione od a 20 °C per la birra ad alta fermentazione.

L'ultima fase produttiva è denominata maturazione, stagionatura o fermentazione secondaria. I serbatoi vengono chiusi e  la temperatura si abbassa a 0°C. Dopo 4-6 settimane alla pressione di 0.5 bar, la birra è pronta per essere venduta.

Stili birrari
A secondo della fermentazione:
-Spontanea: solo in Belgio
-Alta: circa 15 giorni di maturazione
-Bassa: lager,5-6 settimane di maturazione

Ad ogni birra un bicchiere.

Il boccale con il manico: birre bavaresi
Bicchiere a tulipano: Lager, pilsner
Calice tondo e panciuto: alta fermetazione (Ale ed Stout)
Coppa: birre trappiste e d'Abbazzia
Pinta: birra inglese, evita la formazione di molta schiuma
Bicchiere stretto e slanciato: Lager e Pilsner

martedì 16 novembre 2010

Una cañita....

Un po' di storia...
La birra è uno dei primi alimenti elaborati tecnologicamente dall'uomo.
I monaci sono i primi veri esperti di tecnologia birraria e i primi che hanno introdotto il luppolo come amaricante.

Ingredienti della birra
I cereali sono piante erbacee ricche di amido. Il più utilizzato è l'orzo. Questi cereali devono essere quasi sempre maltati per fare la birra.
Il luppolo è una pianta rampicante, vengono utilizzati solo i fiori femminili non fecondati, che conferiscono un aroma più puro.
L'acqua impiegata nella produzione della birra deve essere scelta in funzione della ricchezza di sali disciolti, valutata come durezza.
Per le birre chiare sono indispensabili acque tenere, mentre per le birre scure sono accettabili anche quelle dure.
Il lievito è l'agente della fermentazione alcolica che trasforma gli zuccheri in alcol etilico, anidride carbonica e composti secondari.

La fermentazione
Fermentazione bassa con lievito saccharomyces carlsbergensis ad una  temperatura 5-10°C, quando finisce la fermentazione i residui del lievito si depositano nel fondo della vasca. (Plisner, Weis)
Fermentazione alta con lievito saccharomyces cerevisiae ad una temperatura di 15-25 °C, quando finisce la fermentazione i residui vanno verso l'alto e poi vengono raccolti per essere riutilizzati. (trappista, abbazia)

La produzione della birra
Il malto è l'anima della birra e può essere prodotto in diverse tipologie.
Come fare il malto?
I chicchi d'orzo vengono messi a bagno per 48 ore, dopo sono posti in cassoni ad aria condizionata, dove avviene la germinazione che dura 6 giorni a 14-16 °C e che porta alla formazione delle radichette.
Successivamente, il malto verde è sottoposto ad essiccazione o torrefazione per circa 24 ore. A secondo del tipo de malto che si vuole ottenere la temperatura sarà più o meno alta.
IL COLORE DELLA BIRRA DIPENDE ESCLUSIVAMENTE DAL COLORE DEL MALTO IMPIEGATO.

A domani....

venerdì 12 novembre 2010

Bollicine 2...

Oggi parliamo del metodo Martinotti o Charmat utilizzato per gli spumanti dolci e i vini frizzanti.
L'italiano Federico Martinotti ebbe l'idea di realizzare la spumantizzazione in grandi recipienti a tenuta, tipo autoclavi. Questa idea fu messa in pratica dall'ingenere francese Charmat che costituì e brevettò l'attrezzatura.
Il metodo charmat è rapido, efficace e permette di ottenere spumanti dolci con colori più tenui e perlage(bollicine) più grossolano.
La fermentazione nel metodo charmat viene fatta in autoclave. Dalla fermetazione alla commercializazione non possono esserci meno di 30 giorni per gli spumanti più corrrenti, mentre per quelli VSQ(vino spumante di qualità) e VSQPRD(vino spumante di qualità prodotto in regioni determinate) la permanenza non deve essere inferiore a 80 giorni.
Travasao, filtrazione, stabilizzazione e imbottigliamento vengono fatti in condizioni isobariche.

I vini frizzanti naturali vengono fatti con il metodo charmat.
I vini frizzanti artificiali sono prodotti con una saturazione del vino con anidride carbonica, cioè viene iniettato.

lunedì 1 novembre 2010

Bollicine....

Un po' di storia?
Gli spumanti di qualità, come le conosciamo oggi, sono nati in Francia. La leggenda dice che lo champagne è stato inventato da Don Pierre Pérignon. Ma la realtà è che fu Don Francesco Scacchi di Fabriano a parlare per primo di spumantizzazione.

Le uve?
Le uve aromatiche (moscati, malvasie,bracchetti...) sono ideali per la produzione di spumanti dolci.
Chardonnay, pinot nero,pinot bianco, pinot meunier, pinot grigio e rieling sono utilizzati per la produzione di spumanti secchi.

Metodo Classico o metodo della rifermentazione in bottiglia?
Questo metodo è il più adatto per produrre le bollicine più pregiate.
Il secreto sta nel vino base che deve essere di vitigno chardonnay, pinot bianco o pinot nero. Dopo la vendemmia, la pigiatura e l'stabilizzazione, al mosto verrà aggiunto il pied de cuve(lieviti selezionati) per innescare la prima fermentazione alcolica che lo trasformerà nel vino-base fermo. In genere questa fermentazione dura 1 mese.
L'assemblaggio dei vini-base portano alla miscela di diversi vini-base fin chè si arriva alla cuvée definitiva.
Se la cuvée è composta da vini elaborati a partire di uve della stessa vendemmia si ottiene un spumante millesimato. Se, invece, si utilizzano vini di annate precedenti si ha un sans année.
Blanc de blancs, vino bianco di uve bianche
Blanc de noirs, vino bianco da uve nere

A questo punto il vino è pronto per la seconda fermentazione che si terrà all'interno della bottiglia.
In vino viene messo in bottiglie champagnotte di vetro  verde scuro di gran spessore e chiuse con il tappo a corona con un cilindretto di plastica , la bidule, nel quale si accumuleranno le fecce.
Per innescare la seconda fermentazione viene aggiunta la liquer de tirage, miscela formata da un po' di vino, zucchero di canna, lieviti e sostanze minerale. In genere la liquer de tirage contiene 24g/l di zucchero che si trasformeranno in 6 atmosfere.
Nel caso del Saten di Franciacorta ci sono solo 18 g/l nella liquer che si trasformeranno in 4.5 atmosfere.
Nelle bottiglie posizionata in orizzontale comincia la fermentazione, i lieviti trasformano lo zucchero in anidride carbonica. alcol etilico ecc...
Nell'arco di sei mesi i lieviti muoiono e vanno incontro all'autolisi, durante la quale cederanno allo spumante tutto quello che gli avevano sottratto. Dopo l'affinamento sui lieviti che sarà da 18 a 36 mesi. In questo periodo le bottiglie vengono scosse (remuage) per rimettere i residui dei lievi in sospensione. Una volta è remuage si faceva a mano, oggi si utilizzano le giropalette. Con queste scosse la bottiglia passa dalla posizione orizzontale a quella verticale provocando il distacco dei residui dei lieviti.
Terminato i remuage, le bottiglie passano alla sboccatura. Il collo delle bottiglie è immerso in una soluzione satura di sali a bassa temperatura che congela in liquido all'interno (solo un par di centimetri...). A questo punto possiamo togliere il tappo, la pressione interna manderà fuori il cilindro di giaccio con le fecce dentro, lasciando il vino libero di particelle in sospensione.

Ultima cosa da fare, il dosaggio o liqueur d'expedition, la cui composizione è tenuta secreta da ogni produttore per preservare la originalità del prodotto. Se non c'e dosaggio, si chiama pas dosé, nature...
Un bel tappo a fungo di sughero e poi etichetta, retroetichetta,collarino e capsulone.

Ricordate che gli spumanti devono essere consumati nell'arco di 6-12 mesi dalla sboccatura.

venerdì 29 ottobre 2010

Facciamo il vino??

Per fare buon vino è fondamentale avere una materia prima di ottima qualità.
Dopo aver fatto la pigiatura, il mosto fiore viene messo nelle vasche a macerare insieme alle vinacce (solo per il rosso). Dopo di che vengono aggiunti dei lieviti che danno l'inizio alla fermentazione.
Nei primi giorni di contatto sono estratti per lo più gli antociani che danno il colore) e poi i polifenoli totali che danno struttura e gusto al vino.

Quanto tempo e a che temperatura?
La macerazione in genere dura 10-15 giorni. Per il vini giovani 4-5 e solo per alcuni 4 settimane.
La temperatura di norma è di 25-30°, per i giovani 24-25° e per vini da invecchiamento 30-32°

Cos'è la follatura o rimontaggio?
Il metodo che serve a rimescolare e raffreddare il mosto e a rompere il capello delle vinacce che impedisce il contatti con la parte liquida. I lieviti devono lavorare tra 15-30° C. Se la temperatura e troppo bassa si fermano, se invece è troppo alta diventa incontrollabile.

Perché fermentazione tumultuosa?
Perché l'anidride carbonica fa ribollire il mosto.

Alla fine di questo processo vine fatta la svinatura, cioè la eliminazione delle bucce e delle fecce della fermentazione.
Le vinacce (buccia e vinacciolo) vengono asciugate con la torchiatura per avere la massima estrazione. Una volta che le vinacce sono esaurite sono mandate in distilleria per produrre la Grappa.

Ancora il vino non è pronto, bisogna stabilizzarlo e poi farlo maturare di nuovo con una eventuale fermentazione malolattica per renderlo più morbido.
E' arrivato il momento della sosta in acciaio per i vini a pronta beva con un imbottigliamento fatto in primavera dell'anno dopo oppure il passaggio in legno per dare complessità al bouquet.

La fase che distingue la vinificazione in rosso da quella in bianco è la macerazione. Nei vini bianchi non c'e contatto con le vinacce.





giovedì 28 ottobre 2010

Dall'uva al mosto

Il momento più difficile è la vendemmia. Quando? Come?.In Italia la vendemmia viene fatta quasi tutta a mano, questo permette di poter scegliere i grappoli migliore che devono essere trasformati in mosto.
Una volta arrivati in cantina comincia il processo di elaborazione.
Si utilizza il sistema della pigiatura (o diraspapigiatura) delle uve. Se utilizza la pigiatura soffice, prima vengono schiacciati i grappoli e sucessivamente tolti i raspi. Invece con la diraspapigiatura, si eliminano i raspi e si schiacciano i grappoli in comtemporanea.
Per quanto riguarda i vini bianchi, la vinificazione viene fatta senza le vinacce (bucce e vinaccioli).

Il mosto è il succo che si ottiene della pigiatura o pressatura delle uve, nel quale migliaia di sostanza si trovano disperse in acqua. Zuccheri, acidi organici ed inorganici, polifenoli e sostanze odorose, sostanze pectiche ed azotate, minerali e vitamine, enzimi e microrganismi. Più il mosto è ricco di zucchero, più il vino lo sarà di alcol etilico.
Lieviti, batteri e muffe popolano anche il mosto.
I lieviti sono microrganismi responsabili della fermentazione alcolica. Si riproducono per gemmazione, resistono bene all'alcol etilico e all'anidride solforosa.
I batteri sono microrganismi in genere dannosi perché potrebbero causare malattie nei vini.
Le muffe in genere danneggiano il vino tranne la Botrytis cinerea che in condizioni particolari si trasforma in muffa nobile dando i pregiati vini muffati.

Il mosto viene sottoposto a trattamenti come l'illimpidimento e l'aggiunta di anidride solforosa per limitare i danni dall'ossigeno e dagli enzimi ossidativi, favorisce anche la chiarificazione del mosto.
A volte il mosto non è  perfetto, quindi bisogna fare delle correzioni. Queste possono essere del grado zuccherino e dell'acidità.

mercoledì 27 ottobre 2010

L'uva

Migliaia di varietà di vitis vinifera popolano il vigneto mondiali.

I componenti
Il grappolo
E' la materia prima per ottenere vini diversi, è formato di acini inseriti su un piccolo ramo chiamato raspo o rachide.
L'acino
Può essere a forma di corno, ovale, ellisoidale o sferico ed è formato da buccia, polpa e vinaccioli.
La buccia contiene una gran quantità di acqua ed è ricca di sostanze aromatiche e di molti polifenoli (danno il colore).A volte troverete la buccia coperta di un sottile vello bianco, chiamato pruina che protegge l'acino dai parassiti e dall'eccessivo calore.
La polpa, invece, contine acqua, minerali, vitamine, zuccheri, ecc...
La dolcezza percepita quando si mastica un chicco d'uva è legeta alla quantità di zucchero della polpa